“Siamo ai titoli di coda della stagione e ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti coloro che si sono prodigati affinché la barca navigasse nelle migliori condizioni possibili ed attraccasse in porto; il porto della permanenza del titolo in Eccellenza. Ringraziamo Gruppo Squadra, Staff, Dirigenti, Sponsor, Tifosi, Amministrazione Comunale e tutti coloro che in vario modo ci hanno supportato – riportano in un comunicato i dirigenti del Corato Calcio – . Una stagione dura da affrontare, sei retrocessioni sul campo (con tutte le difficoltà tecniche che comportano) ed una società orizzontale che vive del solo apporto economico degli amici sponsor non è cosa semplice da gestire; nonostante tutto, risultati contabili e sportivi alla mano è stato raggiunto l’obiettivo, con buona pace dei detrattori seriali.
Ora, coscienti dell’impegno ancor più gravoso che attende la stagione 24/25 e nella piena consapevolezza di non essere più in grado di continuare ad affrontare con serenità il compito in maniera adeguata, siamo a rassegnare le nostre dimissioni, continuando ad occuparci però della gestione contabile della stagione in corso fino ad adempimento completo degli obblighi gestionali/burocratici.
Abbiamo accettato con entusiasmo, dalla stagione 22/23 di affiancarci alla società esistente, ci siamo proposti come traghettatori in cerca di un nuovo Patron che potesse garantire le necessità vitali in modo che si potesse gestire con serenità il progetto; così non è stato; pertanto riteniamo doveroso informare oggi 20 aprile 2024 circa le nostre intenzioni in modo che fino alla data della futura iscrizione ci possa essere tempo necessario affinché qualcun’altro si avvicini alla società, nuove figure dirigenziali che colgano il testimone e portino avanti il progetto, costruendo su basi solide esistenti.
Con immutato amore verso i nostri colori, e coscienti di aver scritto una bella storia nel libro del calcio neroverde auguriamo altre belle pagine da scrivere e futuri trionfi”, concludono i dirigenti dimissionari Luigi Mazzillo, Francesco Roselli, Felice Bruno e Antonio Petrone.