Il braccio di ferro tra la Santa Sede Pontificia e la Fraternità Sacerdotale San Pio X arriva a Corato. E’ una nota dell’arcivescovo di Trani, Mons. Leonardo D’Ascenzo, a mettere “in guardia” la comunità sulla presenza nella città di Corato, presso la Chiesa “Madonna di San Giovanni”, di una rappresentanza della fraternità fondata nel 1970 da Mons. Marcel Lefebvre, scomunicata il 2 luglio di quest’anno da Papa Leone XIV a seguito di recenti consacrazioni episcopali senza mandato pontificio. Il messaggio è semplice: a chi vorrebbe prendere parte alla fraternità, sappia che i sacramenti amministrati «illecitamente» dai loro ministri «sono invalidi». La chiesa Madonna di San Giovanni, sita in via Vecchia Barletta a Corato, è stata riaperta al culto il 1° marzo. Rimasta chiusa e abbandonata per anni, è stata prima acquistata dai lefebvriani e poi riqualificata. La Fraternità Sacerdotale San Pio X vi celebra messa la prima e la terza domenica del mese e vede la partecipazione di fedeli da Corato ma anche dal circondario. Basti pensare che anche a Barletta esiste da tempo una comunità di lefebvriani che ogni domenica celebra messa presso la chiesa di San Pietro. Il messaggio di Mons. D’Ascenzo, come sottolineato dallo stesso arcivescovo, rilancia quanto spiegato dal Dicastero per la Dottrina della Fede di Roma secondo cui “i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi”. Il decreto di scomunica nei loro confronti, hanno spiegato dalla fraternità, ad oggi sarebbe sospeso poiché l’11 luglio scorso è stato presentato ricorso preliminare al Dicastero, in conformità con quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico. La nota di Mons. D’Ascenzo dunque, per i lefebvriani, risulta tardiva.