Quarantotto giorni di speranza, tra interventi chirurgici e ospedale, fino al drammatico epilogo. Non ce l’ha fatta Cataldo Modugno, l’operaio di 56 anni rimasto gravemente ferito, lo scorso 26 agosto, nello stabilimento dei Molini Casillo, a Corato. La sua lenta agonia si è conclusa oggi, presso l’ospedale “Bonomo” di Andria, dove l’uomo era ricoverato.
Una vicenda dai contorni ancora non del tutto chiari, e sulla quale è in corso un’indagine da parte dei carabinieri e dei tecnici dello Spesal, coordinati dalla Procura di Trani. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Claudio Dalla Bona. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo.
L’inchiesta punta a fare piena luce su quanto accaduto la mattina del 26 agosto, quando l’operaio, impiegato presso lo stabilimento da diversi anni, dopo essere entrato regolarmente al lavoro, era stato trovato qualche ora dopo privo di conoscenza da alcuni colleghi.
Soccorso dagli operatori del 118, il 56enne era poi stato trasferito d’urgenza presso il nosocomio andriese, e ricoverato nel reparto di Rianimazione con un grave trauma alla testa. Le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate. L’uomo sarebbe stato anche sottoposto a tre interventi chirurgici ma di fatto non avrebbe mai ripreso conoscenza.
Nei giorni scorsi la famiglia dell’operaio, attraverso il figlio Antonio, aveva chiesto pubblicamente che venisse fatta chiarezza sull’accaduto. Non risultano testimoni diretti del momento in cui si sarebbe verificato l’infortunio e gli stessi familiari hanno riferito di non aver ricevuto una ricostruzione esaustiva di quanto avvenuto nello stabilimento.
Sempre nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani, è stata disposta l’autopsia sul cadavere del 54enne, che verrà eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari. L’esame autoptico servirà ad accertare la natura delle lesioni riportate dall’uomo e a stabilire il nesso tra infortunio e decesso.
