Entra nel vivo l’inchiesta che scuote da giorni la comunità di Corato. Dopo l’arresto scattato sabato 10 ottobre, don Vito Martinelli si è difeso con fermezza davanti al Gip del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, respingendo ogni addebito. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia svoltosi stamane, l’ex parroco della chiesa del Sacro Cuore di Gesù – finito ai domiciliari con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata e continuata – ha scelto di rendere dichiarazioni spontanee per proclamare la propria totale estraneità ai fatti.
«Durante l’interrogatorio ha affermato con serena fermezza la sua innocenza e l’infondatezza delle accuse che gli sono state mosse», hanno dichiarato gli avvocati difensori Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso. Nel frattempo, la macchina giudiziaria accelera. Già nella giornata di ieri, il pm ministero Francesco Chiechi ha formalizzato la richiesta di incidente probatorio. Un passaggio chiave, finalizzato a cristallizzare la testimonianza della vittima in un contesto protetto prima dell’eventuale processo. Una mossa che la stessa difesa attende per muovere i prossimi passi: «Attendiamo la data dell’incidente probatorio per ascoltare la persona offesa ed espletare pienamente la difesa», hanno aggiunto i legali del sacerdote.
Secondo l’impianto accusatorio, formulato al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Bari e coordinate dalla Procura di Trani, il sacerdote avrebbe abusato del proprio ruolo di guida spirituale. Sfruttando il profondo rapporto di fiducia instaurato con un giovane, lo avrebbe costretto a subire atti sessuali. Gli episodi contestati nell’ordinanza cautelare coprono un arco temporale che va da novembre 2024 a ottobre 2025.


























