La protesta non si placa. Dopo l’accesa mobilitazione di ieri sulla strada provinciale 231, Corato si conferma epicentro di un dissenso che unisce olivicoltori, agricoltori e autotrasportatori. Al centro della contestazione: il caro carburanti, l’impennata dei costi di produzione e una crisi economica che rischia di soffocare le aziende del territorio.
La risposta della città è arrivata puntuale questo pomeriggio. Un corteo autorizzato è partito da via Andria per attraversare il cuore di Corato, dirigendosi verso Palazzo di Città per un presidio programmato fino a sera. Una mobilitazione simbolica ma determinata, lanciata in concomitanza con la Conferenza Stato-Regioni a Roma, per far sentire la voce del territorio direttamente nei palazzi del potere. L’appello degli organizzatori è stato chiaro: una lotta condivisa che coinvolge commercianti, cittadini e gli stessi autotrasportatori con le loro istanze.
Per domani, venerdì 16 ottobre, i motori si riaccenderanno già alle 5 del mattino. I manifestanti hanno annunciato blocchi ad oltranza in due punti nevralgici per la viabilità provinciale: la rotatoria di via Castel del Monte e i pressi della stazione Enilive sulla 231. Si preannuncia una giornata ad alta tensione per il traffico, ma per chi protesta la posta in gioco è troppo alta. Senza una svolta sulla sostenibilità economica dei trasporti e dei campi, la sopravvivenza del comparto agroalimentare del territorio rischia di rimanere appesa a un filo.



























