Lo stadio comunale al momento non utilizzabile per impegni ufficiali. Una serie di vicissitudini sul fronte della gestione, e il rimpallo di responsabilità tra società e comune. Il risultato è l’esilio della squadra in un altro impianto sportivo fuori città per le gare casalinghe. Parliamo del Corato calcio e dello stadio comunale coratino. I neroverdi, iscritti al campionato di Promozione, domenica prossima dovranno disputare il match di casa contro Arboris Belli a Ruvo di Puglia. Lo stadio comunale infatti non può essere utilizzato a causa di una serie di concause, probabilmente evitabili, che stanno arrecando disagi non solo alla società neroverde ma anche ai tifosi. In primis il Corato calcio non avrebbe presentato la richiesta annuale per la licenza di manifestazione di pubblico spettacolo, obbligatoria per aprire lo stadio al pubblico. Una pratica che si consegna ad inizio stagione. In assenza del documento, si era paventata l’ipotesi di aprire lo stadio a porte chiuse, idea poi tramontata per alcuni episodi spiacevoli avvenuti all’interno della struttura sportiva e collegati all’Asipu, la municipalizzata che ha in gestione l’impianto per la custodia e la manutenzione sino al 31 dicembre di quest’anno. Insomma un insieme di fattori che hanno contribuito ad una brutta figura per tutti gli attori in campo. Mercoledì scorso la società aveva documentato con dei video il portone d’ingresso dello stadio chiuso e i propri tesserati rimasti fuori. Infine il duro comunicato del Corato calcio, firmato dal presidente Francesco Colabella, il quale ha annunciato la possibilità di trasferire a Ruvo di Puglia tutti gli allenamenti e le attività sportive legate alla prima squadra e alla Juniores, mentre lo staff tecnico dell’allenatore Gino Zinfollino starebbe valutando la possibilità di lasciare Corato non essendoci le condizioni per poter continuare a lavorare con serenità. Ora “la palla” passa all’amministrazione comunale.






























